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10 05 2013

I GIOVANI EMIGRANO ALL'ESTERO 

I dati diffusi dal portale Skyscanner (voli low cost) ci indicano che nel primo trimestre di quest'anno vi è stato un aumento significativo del 22% di voli di sola andata, prevalentemente verso la Germania e la Gran Bretagna. In buona sostanza vengono confermati i dati dell'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) che nel 2012 hanno registrato un aumento del 30% di italiani che hanno lasciato il Paese per cercare lavoro (e fortuna) all'estero. 

Ovviamente questo fenomeno non meraviglia nessuno e si sfonda una porta aperta dicendo che oggi come oggi un giovane diplomato o laureato con ambizioni (o anche solo vive necessità) intravede solo all'estero una possibilità di inserimento e di sviluppo nel mondo del lavoro.

E' triste, ma è così: i nostri ragazzi ripercorrono le vie dei nostri nonni e bisnonni. E pensare che negli anni Sessanta l'Italia era ai primi posti al mondo e attraeva capitali e investimenti da ogni Paese del pianeta. Primeggiavamo in settori di grande futuro come la microelettronica e la chimica, le telecomunicazioni, l'aereonautica, e tanti altri settori. Avevamo delle eccellenze come la Montedison e l'Olivetti, quest'ultima una delle aziende pioniere nel campo dell'informatica a livello mondiale.  Negli anni Sessanta eravamo al terzo posto al mondo (al mondo!!) per la produzione di energia nucleare con tre centrali atomiche in funzione (Latina, Garigliano, Trino) e l'energia non la importavamo, la esportavamo. L'Italia era il Paese più visitato,eravamo i primi nel Turismo. Alla fine degli anni Cinquanta la Lira italiana si vide assegnare da una giuria internazionale coordinata dal prestigioso "Financial Times" l'Oscar per la moneta più stabile del mondo occidentale. 

Potremo mai ripetere il miracolo italiano? Non credo proprio, i miracoli sono tali proprio perchè unici. Il quadro demografico italiano presenta un progressivo invecchiamento della popolazione, non constrastato sufficientemente dal numero di nascite o da flussi migratori in entrata. La crescente migrazione verso l'estero di tanti nostri bravi giovani non farà che accelerare questo fenomeno di impoverimento culturale e socio-economico del nostro Bel Paese.

by Clambagio 


04 05 2013

 

MORTI BIANCHE

Il termine "morti bianche" (**) viene comunemente usato per indicare i morti sul lavoro dove l'aggettivo bianco viene (impropriamente) usato per chiarire che non vi è nessun diretto responsabile. Ecco come, semanticamente parlando, si falsifica il linguaggio. In primo luogo perchè queste morti SUL LAVORO  avvengono quasi sempre in spregio alla vigente legge sulla salute e sulla sicurezza negli ambienti di lavoro (Legge T.U. 81/2008) e in secondo luogo perchè di questi tempi vi sono più morti SUL NON LAVORO e non solo da parte di coloro che il lavoro l'hanno perso o non lo trovano, ma spesso anche da parte di chi il lavoro lo dava: piccoli imprenditori, artigiani, professionisti, commercianti. 

Quasi quotidianamente (e chissà di quanti altri non ne abbiamo notizia) vi sono suicidi dettati dalla disperazione di chi non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese, di chi non riesce più a tirare avanti con la sua azienda, la sua attività. Testimonianze silenziose e angoscianti, trincee isolate che non hanno più retto all'urto della crisi. Queste ultime "morti bianche" sono per me ancor più allarmanti e opprimenti. 

Un accorato appello al neonato governo: FATE QUALCOSA! SUBITO!  Mettete al PRIMO PUNTO il lavoro. Tutto il resto: IMU, legge elettorale, Convenzione per le riforme, passa in second'ordine. D'altronde: come cita IL PRIMO COMMA del PRIMO ARTICOLO della nostra Costituzione?: L'Italia è una repubblica democratica, FONDATA SUL LAVORO

Senza lavoro ci sono rischi per la tenuta sociale del Paese, come ha detto oggi Bonanni, segretario generale della CISL. E per la stessa democrazia, aggiungo io. 

 

** Perchè "bianche", poi? Forse perchè il colore bianco è la somma di tutti i colori e quindi, essendo colpa di tutti, non è colpa di nessuno?..

by Clambagio


15 APRILE 2013

 

Million miles from reality - no care for you no care for me  Now they are sitting on a time bomb - now I know the time has come  (BOB MARLEY - dal brano So much trouble in the world)

Appello a tutti i nostri politici

IL TEMPO E' SCADUTO!!

Ogni giorno veniamo tempestati da notizie negative, se non orrende: Il PIL in caduta libera, le ore di CASSA INTEGRAZIONE che salgono a livelli mai visti e che non possono più essere pagate, i CONSUMI ai livelli minimi dal dopoguerra, I FALLIMENTI IN MASSA, la GENTE  DISPERATA che non arriva a fine mese, i SENZA LAVORO che toccano i 6 MILIONI!

E in tutto questo i nostri politici non si muovono (tanto loro problemi economici non ne hanno...). BASTA CON I TATTICISMI E I BIZANTINISMI POLITICI! BASTA CON I LIVORI E I VETI INCROCIATI! DATEVI DA FARE, PER L'AMOR DEL CIELO, PER L'AMOR DI QUESTA ITALIA E DI QUESTA POPOLAZIONE ALLO STREMO!

IL TEMPO E' SCADUTO, come ha detto Squinzi, Presidente di Confindustria. Un governo non serve subito, serve subitissimo, ha proclamato accorato. 

Sono passati 50 giorni dalle elezioni e non è successo nulla, mentre il nostro Paese sta andando alla deriva. Cosa deve ancora succedere affinchè ci si renda conto che tutti - tutti noi - dalla piccola alla grande impresa, dall'impiegato statale al pensionato, dal libero professionista all'artigiano, stiamo andando verso la rovina, lentamene ma inesorabilmente. Anzi: ultimamente neanche lentamente ma con un'accelerazione che è angosciante. Quanti suicidi di imprenditori e di disoccupati dobbiamo ancora contare prima di vedere una reazione?  Non la vedete la disperazione della gente, non sentite la loro sofferenza?

MILLION MILES FROM REALITY..........                                   


15 02 2013

 

Estratto dal romanzo "LA FOTOSINTESI DEL DOLORE"

 

POST - LOGO

 

 

 Moshi, Tanzania, maggio 2011

 

La temperatura era già alta alle otto del mattino. Né era servita una brevissima, intensa, finissima pioggia, (la pioggia in Africa non ha le gocce che conosciamo noi, sono minuscole calde stilettate come tanti piccoli aghi infuocati) tipica pioggia tropicale, a rinfrescare l'aria.

 

Intorno alla missione la natura mostrava il suo abito sgargiante di mille colori, uno spettacolo di variazioni cromatiche, lussureggiante, che partendo dal color rame vivo della terra si estendeva alle innumerevoli nuance di verde della savana per specchiarsi nel cielo a tinta Blue Klein verso il quale, come un eroico paladino, altissimo e possente si ergeva il Kilimangiaro con la sua cima perennemente innevata. Ogni giorno Anacleto lo guardava rapito, questo gigante di cui Hemingway all'inizio del suo romanzo "Le nevi del Kilimangiaro" narrava che i Masai lo chiamavano Ngàje Ngài: la casa di Dio. Aveva veramente qualcosa di divino quella presenza tanto ingombrante quanto maestosa che creava nello spazio un contrasto armonico di forme e colori da togliere il fiato. Ogni mattina, prima di entrare a scuola, Anacleto si guardava intorno, ammaliato da tanta bellezza. La natura sovversiva della bellezza, la bellezza sovversiva della natura, che ti seduce con il suo fascino nascondendoti la cruda realtà come l'abbandono all'avvenenza di una donna seducente cui si perdonano tutti i vizi -  pensò.

 

Salì i gradini di legno della scuola ed entrò nell'aula gremita e vociante di bambini. Entrando il vocio si spense. Passò tra due file di banchi in legno (tutto era in legno: dal pavimento alle pareti e al soffitto, i banchi e le sedie, la scrivania) e arrivato alla cattedra vi si sedette posando un fascicolo di carte.

Guardò davanti a sé la numerosa scolaresca di oltre trenta bambini, composta più o meno in egual misura da maschi e femmine. Tutti scuri, con i loro vestitini variopinti, gli occhi esagerati e curiosi che lo guardavano aspettando il suo saluto.

-                     Asubuhi njema watoto. -  (buongiorno bambini)

-                     Asubuhi njema jambo bwana. -  (buongiorno signor maestro)

-                     Leo tunaanza na somo la Kiingereza. -  (oggi cominciamo con una lezione in inglese)

-                     Ndiyo bwana. -  (sì maestro)

-                     Ok kids. Let's start. - e mostrando una finestra. - Repeat with me: This is a window. - e tutti in coro insieme:

-                     This is a window. -

Poi mostrando altri vari oggetti e aspettando che ripetessero:

-                     This is a book , this is a table, this is a chair, this is a pen. - e via di seguito. E tutti a ripetere in coro le parole in inglese del maestro.

 

by Clambagio


10 02 2013

Estratto dal romanzo "LA FOTOSINTESI DEL DOLORE"

- Sano piacere, quello di frequentare i transessuali! - si lasciò sfuggire Vecchiato, irato dalla piega che stava prendendo la riunione.

-  Certo che lo è. Per me. - con goduta e lenta cattiveria - I suoi non mi interessano. Oppure, parafrasando Bertrand Russell, devo arguire che lei da bravo moralista rinuncia a ogni piacere eccetto quello di immischiarsi nei piaceri degli altri? - si guardò intorno con compiacenza, con l'espressione soddisfatta del pugile che ha appena mandato al tappeto l'avversario.

Sommessi commenti ironici accompagnarono le parole di Anacleto. Vecchiato la prese male e sbottò:

- Caro amministratore, è inutile che lei faccia dell'ironia a buon mercato. Secondo me la faccenda è   molto grave e lei finge di non rendersene conto. I mass media si scateneranno. Già vedo i titoli su di lei. Storpieranno il suo nome, dottor Santomaso, la chiameranno ANALcleto SADOmaso - ridendo debolmente della battuta, della quale lui stesso si pentì all'istante. Gli era sfuggita come l'idrogeno da un palloncino mal annodato. Per schermirsi subito aggiunse: - Non è una battuta mia. -

In sala calò un gelo, come accade tra gente educata che scopre nella propria compagnia un maleducato.

by Clambagio


25 01 2013

da "LA FOTOSINTESI DEL DOLORE"

 

-       Hai ragione cara, ma ti ripeto, ultimamente non sono più convinto che sia ripagando il male con il male che avremo sollievo. Angelo non tornerà più tra noi. Lasciamo che sia la giustizia divina a fare il suo corso. - poi, come parlando a sé stesso: - "Disse l'angelo della luce che si manifestò nella     sacra Bibbia come un Dio: la vendetta non spetta a te, ma al Signore nostro." -

 

Vanessa faticò a riprendersi dallo stupore. Dilatando le pupille lo squadrò come se si sforzasse di riconoscerlo. Si alzò di scatto dalla sedia.

-       Ma che cazzo stai dicendo, babbo? Cosa leggi ultimamente? - lo aggredì. La foga era diventata furore - Stai diventando vecchio, questa è la verità. Dici delle stronzate, ti stai rincoglionendo! - lo osservò nella sua calma e fece un gesto di insofferenza con la mano - Ho capito. Ti tiri indietro. Ma io no. Io non mi tiro indietro. Io vado avanti, babbo. Non mi fermo ora, non mi fermo sul più bello. Ho tutti gli strumenti necessari per consumare la mia vendetta. Lo finisco da sola, quel bastardo! - e uscendo dalla porta prima di sbatterla con violenza, quasi urlando: - Angelino avrà la sua vendetta, ti piaccia o no! -

 


23 gennaio 2013

SIAMO ALLE SOGLIE DI UNA CATASTROFE?

100.000 aziende hanno chiuso i battenti nel 2012 nel nostro Paese. CENTOMILA, ovvero ogni ora dell'anno (festività e ferie incluse) una dozzina di imprese in Italia chiude i battenti. Ogni ora! E' sconvolgente. Ma ancor più sconvolgente è che questo dato drammatico non venga posto nel suo dovuto risalto: i giornali ne parlano, sì, ma in modo marginale, mentre dovrebbero pubblicare questa notizia a caratteri cubitali sulla prima pagina, così come tutti gli altri mass-media (TV e radio) dovrebbero indicarlo come notizia e argomento principale. No: la priorità viene data alle liste elettorali, alle tasse, ai tassi, allo spread, alle dichiarazioni dei vari Monti - Casini - Fini - Alfano - Bersani - Berlusconi - Maroni - Vendola - Cosentino ecc.  So che è un'immagine abusata, ma l'orchestra che allegramente suona mentre il Titanic affonda, rende davvero bene il quadro della situazione. 

Possibile che nessuno se ne renda conto?                                                                                      Mi sa che se andiamo avanti così, in un futuro prossimo quando si parlerà di tasse e tassi, ci si riferirà unicamente a dei simpatici mustelidi... (almeno questi animali sono protetti dalla legge sulla caccia)


22 gennaio 2013

da  "LA FOTOSINTESI DEL DOLORE"

 

Gli venne in mente che entrambi, l'Adige e il Po, nel loro ultimo percorso verso il mare scorrono praticamente paralleli, a una trentina di chilometri di distanza. Ambedue nella sua terra, il Veneto, quasi a braccetto, come se volessero salutarsi prima di andare a morire. La vista del fiume e della linea immaginaria che in lontananza formava l'orizzonte gli trasmetteva un senso di quiete, di pace, di respiro universale. Poter spaziare con lo sguardo, guardare in lontananza, all'aperto, senza nessuno  intorno che  ti  soffoca.  Gli  venne  in mente lo slogan di una nota casa automobilistica: "E se il vero lusso fosse lo spazio?" Già, se il vero lusso di questa nostra vita fosse lo spazio: lo spazio, quello che noi non abbiamo più, ma non solo quello fisico, costretti come siamo a vivere in alveari in vetrocemento, a parcheggiare in garage che paiono dei loculi (quando si ha la fortuna di averli), a far le code ovunque a ogni sportello, a lavorare a stretto contatto di gomito con l'altra gente, ad arrivare stanchi a casa perché inevitabilmente imbottigliati nel traffico di rientro, a guardare uno spettacolo stipati come sardine in un palazzetto. Sempre lì, a cercar di ritagliarci un pezzettino di spazio. No: anche lo spazio visivo, mentale. Spaziare con lo sguardo e con la mente, abbattere frontiere e pregiudizi, fare un pieno di infinito, che ti da quella serenità, quella sovranità, quella libertà interiore. Abbracciare lo spazio con lo sguardo, viaggiare con la mente in spazi illimitati per sentirsi dominante.

 

by  Clambagio

 


5 gennaio 2013

MONTI UN GRAN VENDITORE (di sè stesso)

ALLORA ricapitoliamo: tutti gli indicatori - TUTTI, nessuno escluso - sono negativi e lo sono diventati (o quantomeno lo sono rimasti e/o accentuati) durante l'amministrazione Monti: è salita la cassa integrazione in modo vertiginoso, è salita la disoccupazione raggiungendo picchi altissimi, è salita l'inflazione come mai negli ultimi 4 anni, è salito il debito pubblico che ha sforato quota 2.000 miliardi di Euro, è salita in modo incredibile la tassazione diretta e indiretta, è salito il numero di fallimenti di aziende raggiungendo un nuovo record, insieme a quello tragico dei suicidi per la mancanza di lavoro. Di contro è sceso il livello dei consumi, il PIL è sceso oltre il 2%, certi settori industriali, come quello dell'auto, è stato sbalzato addirittura ai livelli del 1979 (!),  la fiducia degli Italiani nelle istituzioni e nella politica è prossima allo zero, il nostro tenore di vita sta scendendo in modo preoccupante: chi era povero è diventato indigente, mentre il ceto medio sta scivolando pericolosamente verso un livello di disagio sociale e di povertà.

IN QUESTO QUADRO PIU' CHE DESOLANTE, Monti si atteggia a salvatore della patria, e come tale viene presentato e osannato dai tanti media.  Complimenti sinceri per come si sa promuovere! Come venditore non ha uguali.

e.......

Meno male che non ha ottenuto qualche risultato positivo, altrimenti ora sarebbe presentato, celebrato e glorificato come un novello messia!


16 DICEMBRE 2012

2.000.000.000.000,- € - (duemila miliardi di Euro)  pari a 3.874.520.000.000.000,-  vecchie Lire italiane. (cosa sono diventati: bilioni? biliardi?)

Questo è diventato ieri il nostro debito pubblico. Che sale, sale, sale sempre di più, ininterrottamente. Ma non doveva scendere grazie all'alta tassazione imposta dal Governo a noi cittadini? A una tassazione maggiorata non doveva corrispondere una diminuizione del debito pubblico?

A cosa sono serviti, a cosa servono, tutti gli enormi sacrifici dei cittadini italiani se la situazione invece di migliorare, peggiora anche su questo fronte? Mi sembra di assistere al mito di Sisifo, soltanto che il nostro masso diventa sempre più pesante e ossessionante.....

by Clambagio


10 MARZO 2012

Anche oggi leggo di imprenditori suicidi perchè non ce la fanno più a tirare avanti con le loro aziende. Il più delle volte si tratta di piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, strozzati dalla stretta di liquidità, dal calo di lavoro, dalla mancante riscossione del credito. Mai prima nel nostro Paese c'erano stati tanti suicidi a causa delle difficoltà economiche. La crisi sta seminando morte.

Una volta si falliva per eccessivo indebitamento. Per un perverso meccanismo, ora falliscono più quelli che hanno molti crediti (che non riescono a riscuotere). Non si può andare avanti così. Non si può togliere la vita e la dignità alle persone che non hanno lavoro, che non lo trovano, che lo perdono, che non riescono a sostenerlo con le loro aziende. Parli con i diversi operatori economici e non senti altro che scontento, sfiducia, pessimismo, sconforto. Tira un'aria davvero brutta

E' questo ora l'improrogabile problema che va risolto al più presto dal governo Monti. Lasci da parte i temi come le nomine della RAI e si dedichi a questo problema vitale. Poi, se gli resta un pò di  tempo, potrebbe metter mano agli scandalosi privilegi di cui godono tanti politici ed ex-politici con redditi favolosi, pensioni da capogiro, vitalizi, concessioni e quant'altro che nessun altro Paese al mondo si può permettere. La riduzione di questi costi avrebbe un impatto marginale sull'economia nazionale ma sarebbe un segnale fortissimo e confortante per tutti coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese. Ma francamente ho poche speranze, come tutto il resto degli italiani.


3/3/2012

CIAO LUCIO

Ora tutti lo rimpiangono e lo omaggiano. E' proprio vero che ci si accorge dell'importanza di una persona solo quando la si perde.

Un uomo semplice, ironico, ma grande, grande come uomo e come artista. Quante emozioni ascoltando le sue canzoni!

Credo che il suo album più bello fu quello del 1979 con pezzi meravigliosi come "L'ultima luna", "Stella di mare", "Cosa sarà", "L'anno che verrà" ma io personalmente ricordo che pochi anni prima aveva fatto due pezzi eccezionali, "Com'è profondo il mare" e "Disperato erotico stomp". Di quest'ultimo motivo ricordo che ero rimasto sorpreso dal linguaggio del testo, davvero "spinto" per l'epoca.

Una battuta così semplice, eppur così folgorante nella sua verità, mi è rimasta impressa di quel pezzo:

Ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale

Ma la canzone che mi faceva venire i brividi, era "Com'è profondo il mare". Io lo considero il suo capolavoro.

Queste sono le ultime due strofe del pezzo:

E' chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce e come un pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare, com'è profondo il mare.

Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche. Il pensiero come l'oceano non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare. Così stanno bruciando il mare, così stanno uccidendo il mare, così stanno umiliando il mare, così stanno piegando il mare.

 

Com'è profondo il mare, e come eri profondo tu, Lucio.

 

Da lassù salutami il tuo altro grande omonimo Lucio. Voi due insieme ci avete regalato momenti meravigliosi e emozionanti.

 

By Clambagio

 

 

 

 


1/17/2012

LA FOLLIA CHE SI TRAMUTA IN TRAGEDIA

 

Ciò che è successo con la nave da crociera CONCORDIA ha dell'incredibile. A prescindere dalla folle azione del comandante della nave, che per un saluto si avvicina alla costa fino a 150 metri con un transatlantico mostruoso di 115 mila tonnellate, 300 metri di lunghezza e un'altezza di un palazzo di 20 piani, le testimonianze dei passeggeri confermano che tutta la gestione della vicenda, dall'allarme (prima taciuto, poi ritardato) all'evacuazione dei passeggeri è stata condotta in forma inadeguata, disordinata, disorganizzata, evidenziando ancora una volta la mancanza di competenza degli addetti ai lavori che purtroppo sta dilagando più o meno in tutti i settori del nostro Paese.

 

Alla fine tocca fare due breve considerazioni:

La prima è che sicuramente mai prima (né credo, mai più in futuro) nella storia dell'uomo una nave di tale stazza è affondata per un saluto.

La seconda è che il nome "concordia" forse porta sfiga. Basti pensare alla fine tragica che circa dieci anni fa ha fatto il "CONCORDE", vanto dell'aviazione francese, considerato l'aereo di linea più sicuro al mondo.


9/14/2011

All'ultima trasmissione "Notizie oggi" di Vito Monaco su Canale Italia 83 di mercoledì scorso, dove ero ospite insieme a un politico della Lega, un imprenditore, una sindacalista della CGIL e una giovane assicuratrice, il tema dominante era se la manovra economica, passata oggi alla Camera, è da ritenersi iniqua, come sostiene principalmente Bersani.

Di fatto alla fine si è preso atto che la manovra è principalmente necessaria perchè con il nostro debito pubblico siamo sotto tiro e in grave pericolo. Non sono pochi quelli che temono i crollo dell'Euro e a sentire certi miei amici in Germania non ne possono più di pagare per gli altri!

Speriamo bene....

 


21/7/2011

Salve a tutti!

Dopo che ho pubblicato un brano del mio nuovo romanzo "NOSOESSE VANESSA - la fotosintesi del dolore - "  mi è stato chiesto di "svelarne" un altro pezzo. Lo faccio volentieri. Questo è un estratto di un confronto molto duro e doloroso tra due protagonisti del racconto.

-           La colpa non è mai solo di uno dei due. -  con tono placido - Se di colpa si può  parlare. Non  c'è  merito  quando due persone si mettono insieme, non ci può essere quindi  colpa o demerito quando si dividono. Semplicemente non stanno più bene insieme. Questo è tutto. Anche se… - tacque di colpo, come chi si spaventa di quello che sta per dire e si pente di aver iniziato il discorso.

-                    Anche se? - Eleonora non mollò la presa.

-                   Anche se - sospirò Anacleto-  io ti amo ancora e non riesco a concepire la mia vita senza di te. -

-                   Bella questa! - Eleonora emise una risata di plastica -  Il mio adorato marito dice di amarmi e nel frattempo fa sesso sfrenato nei bordelli. Dice di non poter star senza di me e mi tradisce alla grande con puttane e trans. -

-                   Il mio tradimento  vale  meno del  tuo, Elly.  Il  mio   tradimento  è  fisico,  il tuo  è   senti-mentale - replicò con prontezza Anacleto, dividendo  volutamente l'aggettivo a sottolinearne ancor più la doppia valenza: e del sentimento, e della mente.

-                    Mi vuoi spiegare che cazzo stai dicendo? Who is the traitor, here? -  alzando nuovamente la voce, nervosa, isterica. Gli occhi di Eleonora lanciavano lampi. Pareva una fiera in gabbia che si accanisce contro le sbarre.

Anacleto rimase calmo al suo posto. Pronunciò un solo nome e lo fece con la flemma del giocatore consumato che cala il poker stordendo l'avversario che con il suo full d'assi stava già allungando la mano sulla posta.

-                    Adriano. -

-                   Come? -

-                   Adriano. Adriano Rampazzo. E' un nome che ti dice qualcosa? -

La domanda sortì l'effetto di una bomba a mano scagliata ai piedi del tavolino e non ancora esplosa. Se ne avvertiva il ticchettio dell'invisibile congegno a orologeria. Eleonora lo ascoltò in silenzio: era il battito del suo cuore. Freneticamente, convulsamente, spense una sigaretta e se ne accese un'altra.

-                   Tu che ne sai? - chiese alla fine.

-                  Quello che sanno tutti. Che vi frequentate, da quasi un anno. Che la libreria Athenia di corso Libertà è diventata la tua meta preferita. -

-                   Non c'è stato  nulla tra me e Adriano. - con sguardo fermo, di sfida. - Ancora. - soggiunse con goduta cattiveria calcando l'avverbio temporale.

 

Da "NOSOESSE VANESSA - la fotosintesi del dolore"

by Clambagio


14/07/2011

Piccolo estratto di un dialogo tra due protagonisti del romanzo

- Ricattato? Non sono mai stato ricattato in vita mia. Non ho nulla di cui essere ricattato. -  con convinzione, ma mentendo.
"Te ne accorgerai, anima bella, cosa significa essere ricattato. Te ne accorgerai fra pochi giorni." - il pensiero le sfrecciò davanti agli occhi come un lampo, inconsapevolmente. Per non trasmettere il proprio stato d'animo cambiò argomento.

- Sei un uomo in gamba - iniziò con adulazione -  e sono sicura che ne verrai fuori alla grande. Vedrai che tutto si risolverà in una bolla di sapone. Tu sei un uomo di successo. -

- Successo? E che ne sai tu? Cos'e il successo? Come si misura? Quali sono i paragoni, i parametri che lo valutano? Sesso, possesso, successo… - biascicò le parole con un tono di disgusto come se le dovesse masticare prima di sputarle - E' solo uno sterile affannarsi verso traguardi che nulla hanno a che fare con la vita vera. Questa è la verità. - Vanessa lo guardò accigliata.

- Come, scusa?

- Ma sì, Cinzia. Cosa significa avere successo? Avere soldi? Più soldi? Più soldi di chi? C'è sempre qualcuno che ne ha più di te. E allora? Avere più case, più macchine, più donne? Come se si potesse amare più donne, viaggiare in più macchine, vivere in più case contemporaneamente. Avere notorietà? Per chi? Nei confronti di chi? Il successo di una vita non si può determinare come un'azione in borsa, non può essere misurato con l'applausometro o con l'indice di gradimento della folla. No, credimi, la fame di successo è una fame effimera, è l'ingordigia che cerca di coprire le tue miserie. Forse che con il successo, o con i soldi che solitamente lo misurano, compri l'amore? L'affetto? L'amicizia? La stima? La salute? La dignità? La fede? La riconoscenza? Ma nemmeno quest'ultima ti compri, anzi proprio quella non devi cercare. Lo sai perché siamo tutti schizzati, nervosi, intrattabili? Perché la nostra vita non è altro che un'inutile, continua rincorsa alle illusioni dei nostri sogni che poi si infrangono. Lo scarto tra questi voli pindarici e il pianterreno della realtà determina in noi un senso di frustrazione perenne. Principalmente per chi non riesce ad ottenere nemmeno un minimo di standard da poter affermare che la sua vita è realizzata. Realizzata…. - Anacleto fece una sottile smorfia agitando leggermente le mani aperte come se stesse valutando un peso - Star bene con sé stessi, questo è il vero elisir della vita. Che importa se hai il mondo ai tuoi piedi quando hai danneggiato la tua anima? - queste ultime parole gli sfuggirono di bocca come a un cavaliere le redini di un cavallo imbizzarrito.

Da "NOSOESSE VANESSA - la fotosintesi del dolore"

by Clambagio


10 maggio 2011

Non capisco...

Guardo le trasmissioni televisive tedesche (ARD - ZDF - BAYERISCHER RUNFUNK), austriache (ORF 1 - ORF 2), svizzere (SF 1 e SF2) con i loro talk show e dibattiti politici. Ognuno esprime le sue opinioni liberamente, senza essere interrotto. Ognuno tratta l'altro ospite con il dovuto rispetto, senza mai alzare la voce. Il conduttore dirige con assoluta calma le tavole rotonde di questi dibattiti.

Vedi (non vedi: perchè inguardabili) e ascolti (non ascolti: perchè incomprensibili) i dibattiti politici sui nostri canali televisivi e ti rendi conto qual'è la differenza - anche solo a livello politico - tra noi e loro. Tra loro quando si parlano si danno del collega o del "competitor", del concorrente (come si usa nell'ambito economico), da noi invece il politico di un altro schieramento è l'avversario se non addirittura il nemico da denigrare, abbattere, infangare, demolire.

Se non supereremo queste elementari barriere di confronto non riusciremo mai nel nostro Paese a liberarci dei retaggi politici paleolitici di destra=fascismo e sinistra=comunismo e di confrontarci serenamente per affrontare i problemi e risolverli.

 


26/04/2011

CIAO ALFREDO!

Oggi vi voglio parlare di un artista eccezionale, un Grande: Alfredo Rapetti, figlio del celeberrimo Giulio Rapetti, in arte Mogol, che più che un paroliere è considerato un poeta, il poeta della musica italiana. Colui che ha accompagnato generazioni intere attraverso la musica dei più grandi artisti italiani ma che nella nostra memoria viene ricordato per il lungo e stupendo sodalizio artistico con Lucio Battisti.

Ebbene vi posso assicurare che anche Alfredo è un grande artista, forse ancor più versatile del padre. Oltre ad aver scritto delle canzoni famose per interpreti come Laura Pausini, Raf, Gilberto Gil, Mina, the Corrs, negli ultimi anni si è dedicato alla pittura. Con grande successo: ha uno stile tutto suo, è una pittura-scrittura particolare, effettuata con procedure tutte sue. I suoi quadri evocano la scrittura come ricordo sepolto nel tempo, come rianimazione della vita morta. Perchè la scrittura è il seme della memoria. Alfredo ha già fatto numerosissime mostre personali e collettive in Italia, Europa e negli States.

Ho conosciuto Alfredo questa primavera all'ARTEXPO di Arezzo e abbiamo subito fatto amicizia. E' un uomo (stavo per dire ragazzo perchè è molto giovanile, ma ha anche lui la sua età...) di una simpatia straordinaria, contagiosa. Discorrere con lui è più che piacevole, è corroborante, divertente, brillante.  Mi ha anche svelato come è nato lo pseudonimo che ha reso reso famoso suo padre: Mogol. Ma non posso svelarlo.....è un segreto.

Il mondo dell'arte è meraviglioso e Alfredo ne è un degno interprete.

 

 

 


10 aprile 2011

riflessioni sulla democrazia:

Ultimamente sono stato invitato a 2 talk-show televisivi: "Notizie oggi" dell' emittente CANALE 83 di Rubano/PD e "Focus" di RETE VENETA di Fontanive di Villorba/TV dove ho avuto l'opportunità di presentare il mio romanzo: "FUERTH ITALIA - il destino gioca a dadi."

Il tema dominante di ambedue le trasmissioni era ovviamente la sollevazione dei popoli del Maghreb (e non solo) che richiedono maggior democrazia e delle tematiche connesse a tali eventi. In questo contesto  ho  dichiarato  quanto già  detto  diversi  anni fa dalla  grande,  indimenticabile,  Oriana Fallaci: La democrazia non si può esportare!  Perchè lo dice già il significato etimologico della parola stessa: democrazia è un movimento che nasce dal basso, dal popolo per il governo del popolo e quindi non si può calare dall'alto o dall'esterno,  men che meno sulle punte di baionette o sulle ali di cacciabombardieri! La storia recente ce lo ha già insegnato in abbondanza....


8 aprile 2011

Un piccolo estratto del secondo romanzo che sto scrivendo. Questo è un pensiero rivolto alle mani, alle nostre mani. Ci avete mai fatto caso?

 

Guarda le tue mani, soffermati ad osservarle bene, prima l'una poi l'altra, con attenzione. Voltale e leggi la linea della vita. Stringi i pugni lentamente, poi altrettanto lentamente, voltandole, riaprile come petali di fiore che si offrono alla luce. Le tue mani. Quante altre mani hai stretto? Quante carezze hai dato? Quante cose hai fatto con le tue mani? Ci hai mai pensato? Con le mani tocchi, afferri, stringi, copri, sollevi, estrai, tiri, preghi, gesticoli, accarezzi, massaggi, colpisci, mostri, scrivi, disegni. Dove aveva letto questa esortazione?

I tanti gesti, i tanti significati delle mani: alzare le mani, tendere la mano, dammi la mano, mani sporche di sangue, lavarsi le mani (con il suo doppio senso), il sudore delle mani, mani che tremano, che violentano, che feriscono, che uccidono,  mani che lavorano, che giocano, pregano, aiutano, che alleviano, che elemosinano, che curano, che creano, costruiscono, modellano, plasmano, distruggono, mani che riscaldano, che proteggono. "Hands have no tears to flow" le mani non versano lacrime, come scriveva Dylan Thomas. Già, ma spesso le asciugano.

 

Anacleto le osservava assorto, in silenzio, le sue mani con le dita affusolate. Con la macchina di prima mattina si era recato a San Michele Extra, il suo paese natio. L'aveva parcheggiata vicino all'argine dell'Adige, lì dove da bambino con i suoi amici aveva passato tante estati spensierate. Con le mani sporche di allegria e di felicità.

 

by Clambagio


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